Informazioni specifiche
Il palazzo
A fianco del Duomo verso destra sorge il palazzo eretto nel Quattrocento e originariamente sede del Comune e del tribunale.
Nel 1466 l’umanista Guarnerio d’Artegna, vicario patriarcale e pievano di San Daniele, attraverso testamento lasciò 165 preziosissimi codici della sua biblioteca alla comunità di San Daniele a condizione che potessero essere consultati da tutti. Nacque così la prima biblioteca pubblica del Friuli e una delle prime di tutta Europa, che trovò collocazione nel palazzo comunale.
Alla dotazione iniziale si aggiunsero poi trenta codici donati da Pietro di Cattaro e nel 1736, duemila libri a stampa e centouno volumi manoscritti donati da Giusto Fontanini, il vescovo Sandanielese che lasciò al Comune anche la somma necessaria per l’ampliamento dello stabile.
Il palazzo fu ampliato due volte verso il campanile per accogliere la biblioteca in continua espansione. La prima pietra della parte più antica caratterizzata dalle cinque arcate del loggiato fu posta il 3 luglio 1415. La seconda parte, che oggi custodisce i libri della Guarneriana, fu eretta nel 1738 su progetto dell’architetto Luca Andrioli allora impegnato nei rifacimenti del Duomo. La terza parte destinata ad archivio e cancelleria fu costruita nel 1780.
Il patrimonio antico della Guarneriana
Nel 1797 durante il periodo napoleonico furono sottratti dieci dei codici più preziosi per ordine del commissario francese Gaspare Monge. Solo grazie all’astuzia del bibliotecario che finse di essere smemorato il danno fu limitato, i codici sottratti si trovano attualmente nella Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi.
Il patrimonio antico comprende anche circa 80 incunaboli tra cui un Codex giustinianeo stampato a Venezia nel 1482, arricchito da una splendida miniatura raffigurante l’imperatore Giustiniano, la preziosa Bibbia bizantina della fine del XII secolo e un testimone manoscritto della Divina Commedia della fine del XIV secolo, oltre a più di 700 cinquecentine e numerose altre opere dei secoli XVI, XVII e XVIII, per un totale di circa 12.000 volumi antichi a stampa