Informazioni specifiche

  • Orari: Il palazzo è visitabile in quanto ospita il museo del territorio. Lun-merc-ven-sab-dom 8.30-12.30
  • Tipologia di luogo: Monumenti
  • N.B: +3904321636721 info@librorum.it https://www.museosandaniele.it/

Sorto nel Seicento come convento dei Domenicani, l’edificio ha conosciuto nei secoli profonde trasformazioni, passando da residenza religiosa a ospedale cittadino. Dopo il terremoto del 1976 e importanti interventi di recupero, è oggi sede del Museo del Territorio, custode della memoria storica locale.

Storia del palazzo
Il palazzo nasce nel 1600 come complesso conventuale dedicati ai Domenicani con tipiche caratteristiche architettoniche del periodo. L’impianto ed i prospetti si inscrivono all’interno della tipologia monasteriale del Seicento, una corte interna perimetrata da un lungo corridoio sul quale si affacciano tutti i vani. La vista esterna presenta un carattere austero e molto compatto così come è scarna ed essenziale la composizione delle finestre allineate serialmente e contornate da modanature in pietra.
La Serenissima Repubblica di Venezia, col pretesto delle spese per la difesa del Mediterraneo dal pericolo dei Turchi, decretò la soppressione e devoluzione al fisco di diversi conventi tra i quali quello dei Domenicani di San Daniele. Nel 1772 il Convento fu messo all’asta e venne acquistato dalle Nobili Suore Servite.
Nel 1805 sua Maestà Messer Bonaparte sopprimeva tutte le congregazioni religiose del Regno d’Italia avocandone i beni mobili e immobili al fisco francese. Cinque anni più tardi, nel 1810, la soppressione venne estesa anche al Friuli e conseguentemente le Servite di San Daniele dovettero abbandonare il loro convento e si sciolsero.
L’ex-monastero, comprensivo di tutta l’area recintata di pertinenza, viene quindi venduto a Lorenzo Ciconi da San Daniele. Successive compravendite vengono effettuate con l’ipotesi di realizzare un Educandato Femminile ma falliscono. Infine, la famiglia Ciconi si trasferisce nell’edificio utilizzandolo come residenza
Il Pio Istituto locale, intorno al 1848, evidenzia l’insufficienza dei locali del vecchio Ospedale di San Daniele, ipotizzando un trasferimento in nuova sede. Viene individuato l’ex convento dei Domenicani e, dopo lunghe pratiche e trattative in accordo con l’Amministrazione Comunale, si finalizza la compravendita.
Il passaggio da convento a ospedale ha portato a numerose modifiche degli spazi interni originali. Tra le trasformazioni più rilevanti la chiusura degli archi sul chiostro, il cui incarico fu affidato all’ingegnere Paoluzzi da Buja.
Nel decennio successivo furono acquisiti ulteriori terreni contermini necessari per permettere l’ampliamento dell’area manicomiale e la costruzione della casa-cucina delle suore.
Nel 1976 il complesso dell’ospedale viene fortemente lesionato dalle scosse sismiche del terremoto del Friuli del 6 maggio e 15 settembre. In seguito, viene avviata la ristrutturazione in funzione antisismica e ripristino della configurazione, per quanto possibile, originaria. La progettazione è stata eseguita dall’ arch. Avon. Con la costruzione del nuovo complesso ospedaliero negli anni 80, la struttura dell’ex convento viene dismessa divenendo, negli anni successivi, un magazzino comunale prime e un deposito museale e sede di mostre temporanee successivamente.
Negli anni 2000 viene individuato come sede definitiva per il Museo del Territorio che viene inaugurato nel 2004.